| Data | Anni 2006-2009 | ||||
| 07 | 06 | 2009 | Festeggiamenti 60° di Sacerdozio: Don Pasquale VOCI |
![]() Ricordino scritto direttamente da don Voci Foto gentilmente fornite da Pietro CHIEFARI |
|
| 2009 | CONVEGNO UNIONALE |
Foto gentilmente fornite da Ivan SINOPOLI |
|||
| 05 | 2009 | OLTRE IL CORTILE (notiziario Unione di SOVERATO) |
Consulta il numero 2
Pubblicazione gentilmente fornite da Antonio FRANGIPANE |
||
| 01 | 2009 | OLTRE IL CORTILE (notiziario Unione di SOVERATO) |
Consulta il numero 1
Pubblicazione gentilmente fornite da Antonio FRANGIPANE |
||
| 2008 | CONVEGNO UNIONALE |
Foto gentilmente fornite da Ivan SINOPOLI |
|||
| 11 | 05 | 2008 | GITA a Santa MARIA del CEDRO |
Foto gentilmente fornite da Franco CERVADORO |
|
| 12 13 |
01 | 2008 | VISITA RETTOR MAGGIORE don CHAVEZ a SOVERATO |
Opportunamente preparata si è svolta nei giorni 12 e 13 gennaio 2008 la visita del Rettore Maggiore, primo degli eventi programmati per
la celebrazione dell’ Anno Centenario della Presenza dei Salesiani in Soverato. Articolata in diversi significativi momenti, l’imponente manifestazione ha coinvolto tutta l’Ispettoria Meridionale, presente con la rappresentanza delle rispettive Case a rendere omaggio al Nono successore di Don Bosco, Don Pascual Chàvez Villanueva. Al di là di ogni retorica, l’evento costituisce un fatto epocale destinato a lasciare un segno indelebile nella Storia dell’Istituto e della Cittadinanza tutta di Soverato, e non solo, per il suo significato altamente umano, cristiano e sociale, per i molteplici magistrali insegnamenti, per il messaggio di Speranza rivolto soprattutto ai Giovani, per il richiamo a quanti responsabili in Educazione : Genitori, Educatori, Istituzioni a riflettere sull’emergenza educativa, problema dei giovani, prima che problema sociale! Accolto con calore ed entusiasmo quale padre, maestro ed amico, questo figlio di Don Bosco venuto da lontano, da un sessennio Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana nel Mondo, un Messicano dalla straordinaria personalità, dall’inconfondibile carisma, Don Pascual Chàvez, rompendo ogni protocollo, ha subito familiarizzato in mezzo a noi, inserendosi con grande disinvoltura tra la gente del popolo, tra i giovani , soprattutto. Nel complimentarci col Direttore – Parroco per l’impostazione e l’ottima riuscita della manifestazione, ricca di calore umano, nonostante l’inusuale rigore invernale, apprezzando la perfetta inappuntabile organizzazione del Comitato, ci soffermeremo da exallievi e da uomini di Scuola sull’aspetto educativo, elemento portante ed unificatore dei vari momenti, bene illustrati in cronaca diretta e dai giornalisti, presenti anche alla conferenza stampa. In corretta lingua italiana, il Rettore Maggiore ha puntualizzato nei suoi interventi con chiarezza l’ opportunità di scommettere sull’educativo, investendo soprattutto sull’Insegnamento, non solo quale trasmissione dei Saperi, quanto e soprattutto come comunicazione di principi e valori, esperienze concrete di vita, per rispondere adeguatamente all’urgere dei tanti problemi dei Giovani, oggi, più che mai bisognosi di cure e di tanto ascolto. Per riuscire nell’intento, il buon educatore – è stato precisato - deve conoscere bene i ragazzi affidati alle sue cure, attraverso l’Accoglienza, l’Amore, la disponibilità all’Ascolto, essendo l’“Educazione cosa di cuore”, come sosteneva Don Bosco, un’ Arte difficile, per Don Pasquale, diretta a creare l’Uomo nella sua interezza e globalità attraverso lo sviluppo integrale di tutte le componenti la Personalità. Di qui la necessità di disporre non tanto di strutture, quanto di buoni docenti, personale dotato di sensibilità, di un particolare transfert, aperto all’ascolto , disponibile al dialogo, capace di intendere o meglio prevenire i bisogni dei ragazzi, in modo da conquistarsi fiducia, primo passo per ricevere le confidenze e quindi l’intesa per un autentico percorso formativo. In questo non sempre facile approccio, consiste l’Amorevolezza, quell’effusione di affetto, un qualcosa in più dell’ Amore, da tradurre, secondo il Metodo Preventivo, in atti concreti, in comprensione, premura, attenzione per i giovani, soprattutto per i deprivati culturalmente, per gli emarginati e per quanti soffrono il problema della incomprensione e della solitudine, talvolta oggetto di sfruttamento, in una società complessa e complicata, senza futuro, in cui i figli stanno diventando sempre più tiranni e padroni, a fronte di una famiglia disgregata il più delle volte incapace di reggere alle richieste del tutto e subito, imposte dalla società dei consumi. Aspetto qualificante la Weltanschauung cristiana del Mondo e della Vita, che Don Pasquale partecipa ai Giovani, invitandoli a guardare la Realtà con ottimismo, a cogliere il lato buono delle cose, a pensare “positivo”, ad avere fiducia in se stessi e negli altri, a coltivare la speranza di un domani migliore, in cui credere, in quanto la Vita è bella, anche se riserva sorprese, difficoltà, comunque superabili con buona volontà, sacrificio, senza lasciarsi sopraffare dal pessimismo o peggio ancora dalla rassegnazione : non “ormai”, ma “ancora” , spesso e sempre, nella situazione di attesa tipica dei Giovani , che costituiscono “il presente della società !. Altro passaggio importante, che sottolinea un obiettivo pedagogicamente in didassi alquanto difficile : “Dare di più a chi ha ricevuto di meno dalla Vita”, nel significato di offrire disponibilità, sostegno, sostegno morale, soprattutto !, incoraggiamento, rassicurazione, nella condivisione di valori e principi comuni, l’uno con l’altro in quella gara di fraterna solidarietà che diviene carità operosa ed amore per il prossimo, secondo il messaggio evangelico, più volte ribadito da Don Bosco. Particolarmente significativo l’invito ai Giovani a guardare sempre avanti ed in alto, sempre più in alto, excelsior, verso più vasti orizzonti, senza fermarsi al “quia”, “nel seguir virtute e cagnoscenza”, aggiungiamo noi. Viene ricuperata così quell’ istanza personalistica, che mette al centro dell’Educazione l’Uomo e la Dignità della Persona, in un Umanesimo integrale che esalta la Fede, la Libertà, la Giustizia, la Creatività, , il Bello, il Buono, l’Onestà, l’Operosità, Valori eterni ed universali, universalmente riconosciuti base di ogni forma di progresso umano, civile, economico, sociale. Né poteva mancare il richiamo allo Studio, impegno e dovere primario dei Giovani per l’acquisizione dei Saperi e sviluppo di competenze, indispensabili per rendersi utili alla società produttiva, nell’era della globalizzazione : i Giovani sono risorsa e ricchezza in quanto forza viva della Società nella quale entreranno adulti da protagonisti, responsabili nei vari settori del mondo del Lavoro e dell’Economia La loro forza è tale da “ trasformare un deserto in foresta” ! – ha precisato, don Chàvez – se riusciranno a mettere a frutto il prezioso personale patrimonio di idee, le energie, la capacità progettuale, le competenze e l’impegno, la serietà , l’onestà, soprattutto ! secondo gli insegnamenti di Don Bosco. Di qui , concludendo, un messaggio di Speranza per l’avvento di un Nuovo Umanesimo, che nella Centralità dell’ Educazione consideri prioritaria la formazione di “BUONI CRISTIANI ed ONESTI CITTADINI”. Hoc est in votis ! Soverato, 14 Gennaio 2008 Exallievo Prof. Antonio Fiorenza |
Foto gentilmente fornite da Giuseppe ARCIDIACONO |
|
Home |
IDENTITÀ |
SPIRITUALITÀ |
ORGANIZZAZIONE |
NOTIZIE |
ATTIVITÀ |
STORIA |
MEMORIA |
ADESIONE |
CONTATTACI |
LINK | |